Essere nuovi come la luce a ogni alba come il volo degli uccelli e le gocce di rugiada: come il volto dell’uomo come gli occhi dei fanciulli come l’acqua delle fonti: vedere la creazione emergere dalla notte!
Non vi sono fatti precedenti: non parlate di millenni o di giorni o di altri millenni. Né creatura alcuna correrà il rischio di essere sazia: principio altro principio genera in vite irripetibili come le primavere.
Io debbo essere un segno mai visto ipostasi del non visto prima, goccia consapevole o perla della notte, il lucente attimo d’Iddio che per me solamente così si riveli e si comunichi.
Unico male l’abitudine e la scelta tragica: discorrere invece che intuire. E la mente si popola di idoli e il cuore è un deserto lunare: solo la Meraviglia ci potrà salvare aprendo il varco verso la Sostanza. (David Maria Turoldo, Il dramma è Dio, Bur, La Scala , 2002)
Ricominciare
Settembre 23, 2006 di cfc