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Trovare l’essenziale

“La felicità consiste nel trovare quale sia proprio ‘l’unica cosa necessaria’ nella nostra vita e nel lasciare con gioia tutto il resto. Perché allora, per un paradosso divino, scopriamo che ogni altra cosa ci viene data, insieme a quella cosa che ci era necessaria.” (Thomas Merton, monaco trappista)

Silenzio

“Una mattina già al levarmi dal letto, mi sentii in uno stato insolito di benessere; quel senso di benessere, contrariamente a tutti i casi analoghi, continuò a crescere per tutta la mattina; all’una in punto avevo toccato il vertice più alto, e presentivo quel massimo che dà le vertigini e che non si trova registrato in nessun termometro del benessere, nemmeno in quello poetico.
Il corpo non aveva più il suo peso terrestre; mi pareva ormai di non avere più corpo affatto, appunto perchè ciascuna delle funzioni godeva il suo pieno soddisfacimento; ogni nervo si accordava alla perfezione con se stesso, e vibrava in armonia con l’intero sistema; ogni pulsazione nell’irrequietezza dell’organismo, non ricordava e non testimoniava se non la voluttà del momento. La mia andatura era leggera, non come volo di uccello che solca 1′aria e abbandona la terra, bensì come ondeggia la semente mossa dal vento, come si culla briaco di nostalgia il mare, come trascorrono trasognate le nubi. Continua a leggere

Ricominciare

Essere nuovi come la luce a ogni alba come il volo degli uccelli e le gocce di rugiada: come il volto dell’uomo come gli occhi dei fanciulli come l’acqua delle fonti: vedere la creazione emergere dalla notte!
Non vi sono fatti precedenti: non parlate di millenni o di giorni o di altri millenni. Né creatura alcuna correrà il rischio di essere sazia: principio altro principio genera in vite irripetibili come le primavere.
Io debbo essere un segno mai visto ipostasi del non visto prima, goccia consapevole o perla della notte, il lucente attimo d’Iddio che per me solamente così si riveli e si comunichi.
Unico male l’abitudine e la scelta tragica: discorrere invece che intuire. E la mente si popola di idoli e il cuore è un deserto lunare: solo la Meraviglia ci potrà salvare aprendo il varco verso la Sostanza. (David Maria Turoldo, Il dramma è Dio, Bur, La Scala , 2002)

Devozione

“Non sapevo che essere devoto vuol dire stare bene ed essere sereno ” (Hermann Hesse, “Religione e mito”)

Desiderio

“La caduta di una stella lascia una traccia brevissima, quasi istantanea, nel cielo. Perché tu possa approfittare di quel istante, è indispensabile che tu tenga sempre pronto un desiderio nell’animo”. (“Le ragioni della scelta”, Giuseppe Angelini, Sympathetika, Qiqajon)

Lo spirito immortale

Se mangio in abbondanza, perché il mio corpo sia forte, crescono le pretese della carne, e la preghiera non ha più spazio. Se invece osservo per un certo periodo un digiuno eccessivo, in questa astinenza dolorosa si viene a creare un terreno favorevole alla preghiera, ma in seguito il corpo si sfinisce e rifiuta di tenere dietro allo spirito. Se ho contatti con persone buone, può capitare che la mia anima sia soddisfatta, e talvolta possa anche provare nuove esperienze psichiche e intellettuali, ma molto raramente un impulso alla preghiera profonda. Se sono dotato intellettualmente per svolgere un serio lavoro scientifico o per la creazione artistica, il mio successo sarà causa di vanità, e così sarà impossibile trovare la profondità del cuore, il luogo della preghiera spirituale. Se sono ricco e sono impegnato a sfruttare il potere che si accompagna alla ricchezza, ad approfittare della possibilità di realizzare alcune delle mie idee o a soddisfare i miei desideri estetici o passionali, la mia anima non si innalza a Dio… Se mi ritiro nel deserto, dopo aver rigettato tutti i mei beni, anche in questo caso la resistenza opposta da tutte le energie cosmiche paralizza la mia preghiera. E così è senza fine. (…) Che la mente sia ferma in Dio, e verrà il momento in cui lo spirito immortale toccherà il cuore. (La preghiera: un’opera infinita, Archimandrita Sofronio, Qiqajon Edizioni)

Sequenza allo Spirito Santo

Veni, sante Spiritus, et emitte caelitus, Lucis tuae radium.
Veni, pater pauperum, veni, dator munerum, veni, lumen cordium.
Consolator optime, dulcis hospes animae, dulce refrigerium.
In labore requies, in aestu temperies, in fletu solatium.
O lux beatissima, reple cordis intima, tuorum fidelium.
Sine tuo numine, nihil est in homine, nihil est innoxium.
Lava quod est sordidum, riga quod est aridum, sana quod est saucium.
Flecte quod est rigidum, fove quod est frigidum, rege quod est devium.
Da tuis fidelibus, in te confidentibus, sacrum septenarium.
Da virtutis meritum, da salutis exitum, da perenne gaudium.
Amen. Alleluja.

Vieni, o Spirito Santo, e manda dal cielo un raggio della tua luce.
Vieni, o Padre dei poveri, vieni, datore di ogni grazia, vieni, o luce dei cuori.
O consolatore ottimo, dolce ospite dell’anima, dolce refrigerio.
Tu, riposo nella fatica, refrigerio nell’ardore, consolazione nel pianto.
O luce beatissima, inonda l’intimo dei cuori dei tuoi fedeli.
Senza il tuo aiuto potente non v’è nulla nell’uomo, nulla di innocuo.
Lava ciò che è sordido, irriga ciò che è arido, sana ciò che è ferito.
Piega ciò che è rigido, riscalda ciò che è freddo, riconduci ciò che devia.
Dà ai tuoi fedeli, che in te confidano, i tuoi sette doni.
Danne della virtù i meriti, una santa fine e il gaudio eterno.
Così sia. Alleluia.

Centratura

“Finché non avrete quella la disciplina interiore che mantiene calma la mente (e quindi le emozioni), per quante comodità esteriori possiate avere, non riuscirete mai a sperimentare quel sentimento di gioia e di felicità che andate cercando.
D’altro canto, se possederete questa qualità interiore di tranquillità mentale, un certo grado di stabilità interiore, potrete anche esser privi di molte delle comodità esteriori che considerate indispensabili per essere felici, ma riuscirete ugualmente vivere una vita gioiosa e serena.” (Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)

Il vuoto

“Il solitario cerca i mezzi più efficaci per svincolarsi dalla materia e andare immateriale verso l’Immateriale” (Solitudine e vita contemplativa, Iréneée Hasherr, Queriniana Edizioni)

Mi piacerebbe ogni giorno – o ogni notte – trovare il modo di fare per un po’ il vuoto più completo dentro, che va oltre al silenzio, in quanto non è controparte del parlato, del pensato, … L’unico modo che ho trovato è lo stare nel corpo, ovvero nel presente, nel qui e ora, uscendo così dal dialogo interiore.

La felicità

“La felicità consiste nel trovare quale sia proprio ‘l’unica cosa necessaria’ nella nostra vita e nel lasciare con gioia tutto il resto. Perché allora, per un paradosso divino, scopriamo che ogni altra cosa ci viene data, insieme a quella cosa che ci era necessaria.” (Thomas Merton, monaco trappista)

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